Un ospedale per le piante

nel cuore del Veneto



Lo sviluppo del mercato vivaistico ha abbassato i costi delle piante “di moda” e ha permesso di rendere normali consumi che una volta erano di lusso. Diventa normale ricomprare ogni anno nuove piante da balcone, d'altronde nei nostri nuovi e minuscoli appartamenti non c'è più spazio per riporre i vecchi geranei a svernare. Appena le piante si “rovinano” si buttano e si cambiano. Come per i vecchi elettrodomestici: spesso ripararli costa più che comprarli nuovi e con sempre nuove (utili?) funzionalità.

In desidero che esista almeno un posto al mondo dove le piante malconce o abbandonate per ragioni di spazio (ad es. un trasloco) possano essere affidate a persone che le amino e le curino. Sogno un ambulatorio per le piante dove sia possibile portare i “malati” e ricevere una diagnosi e consigli su come intervenire. Un posto che non vuole venderti nulla, ma che ti offre un accesso facile a quel sapere unificato che è l'arte di coltivare le piante e farle prosperare. E' un sapere “unificato” nel senso che non c'è distinzione tra teoria e pratica ma un continuo sperimentare: un flusso di esperienze che allarga le capacità di interpretare la situazione specifica.

Le mie esperienze con le piante mi hanno fatto accettare sempre più la natura ciclica dei fenomeni che chiamiamo “vita” su questo pianeta. Cicli di nascita, crescita, maturità , deperimento, morte, decomposizione. I nostri corpi materiali sono tutti sottoposti alle stesse leggi e il loro destino è di consumarsi. Ma gli altri corpi sottili, troppo spesso negati o sviliti, non seguono le stesse leggi del corpo e un volta compresi possono agire beneficamente anche sull'involucro materiale. E anche le piante hanno corpi energetici non visibili.

Ho deciso di realizzare questo sogno entro un anno. Se la cura avrà un effetto positivo i proprietari potranno riprendersi la pianta pagando il conto, oppure le piante potranno essere donate o affidate in cambio di un contributo. Se la cura non dovesse funzionare il vegetale continuerà il suo percorso e verrà compostato. Il motto di questo (primo?) ospedale pubblico per le piante sarà: “La pietra scartata dal costruttore è divenuta testa d'angolo”.









Francisco Panteghini cell. 328 70 21 253 info@amicogiardiniere.it www.amicogiardiniere.it
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