Il calmo Ippocastano


Da anni coltivo un rapporto speciale con i grandi Ippocastani. Ho vissuto per anni in centro a Treviso e i bastioni a nord sono protetti da due bei filari di grandi Ippocastani, quelli a fiore a bianco (Aesculus hippocastanum). Quest'albero, originario dei Balcani, può superare i 25 metri, ha bisogno di spazio e di luce per svilupparsi con la sua ampia chioma globosa e compatta. Oggi quel bel viale è malconcio, molti vecchi alberi sono stati abbattuti e sono stati ripiatati dei giovani Aesculus x carnea, un bell'ibrido ornamentale, però meno vigoroso e con una fioritura rosa. Che tranquilla calma mi infondevano i grandi alberi che si chiudevano sopra di me schermando il cielo e le mie preoccupazioni. Grande albero da ombra, ottimo per viali e parchi ma delicato e un po' emarginato dalle nostre città inquinate. In Inghilterra l'albero è molto popolare e le sue castagne (non commestibili per noi) vengono usate per un noto gioco per bambini, che da vita a vere e proprie sfide: il Conkers. Milano nel Settecento era piena di viali di Ippocastani. Purtroppo tollera male le potature, specialmente se si tratta di grossi tagli, in cui sviluppa velocemente marciumi e cavità. Negli ultimi anni è perseguitato da un insetto minatore, la Cameraria dell'Ippocastano, che si infila nella foglia e la divora dall'interno restando comodamente all'interno e dando origine a quelle macchie disseccate che si estendono inesorabili su tutta a foglia, arrivando a defogliare l'intera pianta già nei mesi estivi.









Daniel Rizzuto cell. 328 0098606 info@amicogiardiniere.it www.amicogiardiniere.it
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