potatura di alberi


I comandamenti del buon potatore

La potatura è una delle pratiche colturali che ci permetti di interagire con lo sviluppo delle specie legnose (alberi o arbusti che siano). Può servire a indirizzare la crescita della pianta, ridimensionarla, renderla più sicura rispetto alla spinta del vento.

Ecco alcuni buoni consigli per orientarvi nella potatura. Si tratta di consigli perchè ovviamente le leggi ferree in situazioni sempre complesse sono sempre semplificazioni. Ricordatevi che state ferendo un essere vivente, quindi fatelo con coscienza.


Primo: non potare. Cioè valutare sempre attentamente perchè andiamo a ferire l'albero. Ogni ferita è un punto di ingresso potenziale di malattie e richiede uno sforzo alla pianta per isolare la zona colpita.

Secondo: effettuare tagli netti usando lame affilate e pulite. E' superfluo e spesso controproducente disinfettare le lame o mettere del mastice cicatrizzante dato che la fisiologia degli alberi è completamente diversa da quella umana.

Terzo: fare prima un'incisione nella parte inferiore del ramo e poi tagliare da sopra: questo evita la scosciatura del ramo sul tronco che è una ferita a cui l'albero fatica a reagire.

Quarto: applicare sempre l'accorciamento vicino ad un ramo secondario (ramo di ritorno). Questa è una regola che cambia radicalmente i risultati delle potaure, rende i tagli meno visibili, velocizza la compartimentazione, evita che il ramo dissecchi o che ci sia un'emissione incontrollata di polloni nell'area del taglio.

Quinto: evitare in modo assoluto tagli a filo tronco, bisogna rispettare l'area del colletto del ramo. Si tratta di un lieve ingrossamento alla base del ramo, di solito visibile anche in una differenza nella corteccia. L'albero ha lì le migliori difese in caso di perdita del ramo. Se lo incidiamo riduciamo molto la capacità di chiedere in fretta la ferita.

Sesto: tenere conto della forma naturale e delle linee di sviluppo dell'albero

Settimo: preferire diradamenti localizzati a una uniforme sagomatura.

Ottavo: se si tratta di alberi a dominanza apicale (cioè con un ramo principale che cresce più degli altri, come l'abete ad esempio) conservare sempre la cima principale ed rimuovere quelle secondarie se presenti.

Nono: togliere i rami secchi per garantire più luce e favorire lo sviluppo della vegetazione all'interno della chioma.

Decimo: rimuovere i rami spezzati o che presentano gravi torsioni per prevenire rotture.









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